Non sapere nulla. Aspettare un segno. Uno sparo. In aria, o in petto. Ma uno sparo, un segnale di fumo, un falò enorme.
Qualcosa che mi dica: SEI LIBERO. Come il mio nome. Diavololibero. Un abbraccio, una birra, un sorriso.
Qualcosa che mi faccia capire. Un segno va benissimo. Anche uno schiaffo, ma qualcosa per Dio!
Calmo! Calmi tutti! Libera me o libera tutti! O tutti al rogo! Lanciare un grido fino alla capitale del regno.
Lanciare un abbraccio che contenga tutto. I cari, i meno cari, i cattivi.
Tutti. Sognare amici di un tempo che non ricambiano il saluto. Ma chi se ne importa in caso. Ho fatto strage di uomini, di donne, di animali.
Ho bisogno di pace. Con te. Ho bisogno anche di casa. Di madre. Di padre. Di cielo amico.
“E affitare un monolocale vista Cielo in centro. Locale molto areato e bene illuminato”.
Ho divorato una mela alla quale basterebbe un solo morso. Ma l’ho divorata di stupore, di ammirazione.
Fare qualcosa di grande. Di importante. Sentire dire al proprio figlio: “Si è magnifica quell’immagine perché l’ha fatta mio padre”.
E sentire dire alla propria moglie: “Sono orgogliosa di te”.
E sentire dire alla propria madre: “Bravo”.
Telegrafica come il telegramma, sintetico STOP
Che mi dica STOP
Che finalmente STOP
Ora posso vivere STOP
STOP

3 Commenti finora
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..hai un non so che di kerouac..
Commento di francesca 30 Ottobre, 2008 @ 11:30 ambeh ti ringrazio… anche se non c’è nessuna volontà di essere o avere nulla da nessuno
Per me non è nemmeno scrivere, è solo appuntare qualcosa… spesso inutilmente…
Commento di Jack 31 Ottobre, 2008 @ 4:47 pmriesci a trasmettere emozioni (frase abusatissima
) … non credo sia inutile… né per te, né per chi legge..
Commento di Francesca 1 Novembre, 2008 @ 1:48 pm