Jack’s Home


Sai, oggi è stata una strana giornata…
18 Aprile, 2008, 9:06 pm
Archiviato in: Dedicato a..., Jack's Home, Skellington

si… ti conosco da 24 anni, 7 mesi, pochi giorni e qualche ora.
E in tutto questo tempo mai siamo stati così lontani.
Come minimo una telefonata al giorno ce la siamo sempre fatta.
E’ stato strano, come la mia giornata.
Il suono dell’era del cinghiale bianco non ha risuonato alle mie orecchie questa volta.
Mi sono alzato, mi sono lavato, ho bevuto un caffè veloce. Poi in copisteria, poi lo studio e…
Poi ho pianto, ripensando a quando io ti dicevo la mattina che non volevo alzarmi per andare a scuola. Che era bello dormire.
E così mi hai detto oggi. E’ bello dormire!
Con la voce incerta, tremante. Assonnata.
Allora non ho resistito… ti ho detto di riposare. Di stare tranquilla.
Poi all’improvviso scopro che qualcosa di importante potrebbe passarmi di fianco. Forse mi potrebbe anche coinvolgere…
Tu questo non lo sai. Mi sono confidato con altri, e ti prometto che verrai informata quando sarà giusto.
Mi sono sentito molto gratificato dal mio lavoro, per la prima volta. Mi dispiace non poterlo condividere con te adesso. Spero di poterti fare due belle sorprese allora.
Speriamo passi presto. Speriamo possa riabbracciarti di nuovo e raccontarti tutto questo e altre cose che accadranno.
Mi dispiace non poterti ringraziare anche oggi… ma con il cuore lo faccio… come sempre



It will be too late, end of story?
16 Aprile, 2008, 12:01 am
Archiviato in: Jack's Home

Sono stanco ormai.
Porto i miei tanti anni addosso e malissimo.
Eppure ancora lavoro. Lavoro perché non mi permettono di riposare una volta e per sempre.
Tempo fa tutto cambiò… e non ho avuto la forza di cambiare. Sperando che le cose cambiassero al posto mio.
Adesso dopo 40 anni di servizio ancora sono qui… a macinare tasti… di fronte ad uno schermo che nemmeno riesco a vedere. Forse qualche giorno proverò ad addormentarmi qui. Così che nessuno se ne possa accorgere. Grazie a tutti.
From Deviantart
Sono stanco ormai.
Porto i miei tanti anni addosso e abbastanza male.
Eppure non lavoro. Non lavoro più. Parlo due lingue. Ho tre figli laureati. Che lavorano.
Tempo fa tutto cambiò… e ho avuto la forza di cambiare. Per non farmi cambiare le cose al posto mio.
Adesso vivo in campagna con mia moglie… macino tasti per diletto… e di fronte ad uno schermo, che spesso non riesco a vedere, continuo ad emozionarmi. Forse qualche giorno proverò ad addormentarmi. Perché tutti dobbiamo passarci… Grazie davvero!
FROM DEVIANTART
Mi chiamo Giovanni,
ho 24 anni e non ho una città mia. Non sono ancora laureato. Ho parecchi sogni, desideri, aspirazioni. Ma non gli voglio dare molta importanza, sai, per non rimanere scottato.
Chi mi governerà non è secondo me all’altezza di farlo. Ma accanto a me ho persone che non mi lasceranno affogare da solo. E se c’è da affogare, lo faremo insieme. E affogare insieme sarà più dolce. Come lo zucchero sul cucchiaino dello sciroppo per la tosse. Prima amaro e poi retrogusto di dolce.
Non affogherò da solo, se affogherò. Bisogna solo avere un po’ di coraggio, tirare un sospiro bello grande. E lasciarsi cadere.
Forza!
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