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E Applauso.
E poi i tocchi che volano e avvocati e dottori e logopedisti… e auguri.
E pulman e caldo e sonno. E kilometri e sonno e musica, i Muse. A mattina ancora calda e sole, appena nato per questo giorno.
E puzza di treno, di ferro, di binari e di stazioni, di piscio e di cesso.
E via correre e correre e non dormire. MAI.
E poi correre ancora fra i corridoi, a driblarci i muri, a driblare le sedie e Rosario. E il letto, la rete e Goalllll.
Noi uno e gli altri zero.
Sempre i migliori vincono, e se non vincono restano i migliori. Non c’è scampo.
E via di videogame, di compiti da fare non fatti e la messa la domenica e il cimitero dopo, a passeggiare in compagnia di Mary (non Poppins).
E ci siamo. Ad un passo e siamo qua. Sempre gli stessi forse, sempre gli stessi almeno dentro.
E driblare i muri, poi le sedie, Rosario, le lampadine che si rompono, e poi i banchi della scuola, il catechismo, il tavolo da ping-pong, il professore(-essa) stronzo, il diploma, la prima materia, poi la seconda, ti incunei al centro, trovi la sponda con il relatore e reeeeteeeee…
Ancora noi…
Forse non sempre gli stessi, ma sempre i migliori!
Auguri Dottore…
