Oggi non è proprio una gran giornata.
Punto uno il cielo si è fatto di un grigio vecchiaia che non mi piace… che mi ricorda pomeriggi passati a guardare vetri piangere.
Punto due il calcolo era risultato diverso da cosi. Meno sconti più emozioni, più musica e meno rumore.
Punto tre odio parlare e dover parlare a gente in modo formale. La forma è qualcosa che dovrebbe essere soggettiva. Il quadrato per me che ci sono di sopra è quadrato… per chi gli sta accanto sarà ROMBO. Di questo dovrò parlare, di linee che si muovono e diventano piani, che si muovono e diventano solidi. Come le certezze che a sto punto non so più dove cercarle. In immagini che continuano a tremare ma che non le vedi tremare, perché l’occhio umano vede solo ciò che vuole vedere. E non vede che tutto trema quando guardi qui dentro e ti fa male la testa e ti fanno male gli occhi che vogliono vedere quello che vogliono loro e si fanno male.
Punto quattro non so che devo fare in questi casi. Non so come sono fatto in questi casi, a cosa servo. E allora continuiamo nell’incertezza a scansare pozze di acqua che si riempiono e stronzi in macchina che all’asciutto alzano onde di immana sporcizia e via… tanto loro galleggiano…

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