Jack’s Home


E auguri…
23 Novembre, 2007, 6:02 pm
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E Applauso.

E poi i tocchi che volano e avvocati e dottori e logopedisti… e auguri.

E pulman e caldo e sonno. E kilometri e sonno e musica, i Muse. A mattina ancora calda e sole, appena nato per questo giorno.

E puzza di treno, di ferro, di binari e di stazioni, di piscio e di cesso.

E via correre e correre e non dormire. MAI.

E poi correre ancora fra i corridoi, a driblarci i muri, a driblare le sedie e Rosario. E il letto, la rete e Goalllll.

Noi uno e gli altri zero.

Sempre i migliori vincono, e se non vincono restano i migliori. Non c’è scampo.

E via di videogame, di compiti da fare non fatti e la messa la domenica e il cimitero dopo, a passeggiare in compagnia di Mary (non Poppins).

E ci siamo. Ad un passo e siamo qua. Sempre gli stessi forse, sempre gli stessi almeno dentro.

E driblare i muri, poi le sedie, Rosario, le lampadine che si rompono, e poi i banchi della scuola, il catechismo, il tavolo da ping-pong, il professore(-essa) stronzo, il diploma, la prima materia, poi la seconda, ti incunei al centro, trovi la sponda con il relatore e reeeeteeeee…

Ancora noi…

Forse non sempre gli stessi, ma sempre i migliori!

Auguri Dottore…



Flusso di coscienza?
20 Novembre, 2007, 10:41 pm
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Stratovarius
Savatage
Poi i Metallica
I Dream Teather
Sogni con la chiatarra elettrica
I capelli sempre lisci a costo di buttarci il balsamo
La sera legarli che è meglio
Guardarsi in faccia tu e Fabio non studiare suonare cantare ascoltare semmai.
Non mi manca nulla. Ma per la serie la storia si ripete ti accorgi che avevi ragione.
Non c’è l’amicizia romantica. Tutto e tutti si possono rompere. Basta centrare i punti giusti come i parabrezza delle automobili.
Automibili.
Velocissime le schivo.
Volo di fianco a loro.
Per evitarle.
Cazzo il Tir no.
Il Tir si.
Lo guido da anni ormai.
Me ne frego se ci sono altri sulla strada.
Il tir è la strada. Detta legge.
La legge.
è solo per i più potenti.
La giustizia equilibra i piatti solo per loro.
Loro chi sono?
Se a un certo punto ti trovi da solo.
Vedi facce che non ti appartengono.
Parlano di cose delle quali non te ne fotte un cazzo.
Allora ad un certo punto dicevo ti trovi da solo.
Abbracciato a te stesso per non sentire freddo.
Freddo.
Che freddo.
Forse è venuto il tempo del pigiamino con le maniche lunghe.
Forse è venuto il tempo.
Il tempo viene sempre e viene sempre a distruggere un’armonia.
Chissà perché poi.
Flusso di coscienza?
Che cazzo ne so io… non so infondo nemmeno cosa sia.
Invenzione come Macchine Computer Treno a vapore Industrie Micro Chip Corrente elettrica
Corrente elettrica alternata Digitale Analogico Bill Gates bastardo I soldi le Armi la Guerra bastardo.
E un tempo stavi seduto con Fabio guardarsi in faccia non studiare suonare cantare ascoltarsi semmai…….
…o
…o    ….o
…o
… o  …o
… o                            ….o            …o    …o…  Fine!



Ermetico. Dicono…
11 Novembre, 2007, 10:03 pm
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E c’è qualcosa di ermetico. Dice. Alba.

E Alba non lo sa che da due giorni ripenso a scalini sui quali rotolare. Che ripenso a pizzette sfornate appena del forno Rizzo e olio, a pranzi la domenica con me seduto a capotavola, mio fratello Chicco di fronte, alla mia destra Stefano e a sinistra mia mamma. Ad alberi di natale approntati i primi di dicembre da Fulvia e tante altre cose che mi mancano oggi.

La domanda è facile: Cosa ti manca di quando eri piccolo?

Sorelle, fratelli, stanze dei giocattoli piene di giocattoli, giochi con moderazione, lampadari in frantumi, il vaso dei fiori utilizzato come coppa del mondo che solo 15 anni dopo avremmo vinto, scuola, pizzetta con relativo olio, scale e scalini, rotolare e poi qua…

Lauree, matrimoni e figli dei fratelli cugini e nipoti…

Mi mancano un po’ di cose ma un bel po’ di cose in più le ho adesso… e vabbè poi pare che dico sempre una cosa…

E quindi grazie a tutti per esserci stati e per esserci sempre in questa bella rappresentazione tragicomica della mia vita…

matri matri… pari chi murivi… :)



Alla fine si…
10 Novembre, 2007, 12:24 am
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Alla fine si… corri corri e magari non serve.

Il treno lo prendi lo stesso, e se non lo prendi ne parte un altro dopo un’ora…

Lo dicono tutti, ma proprio tutti: Non è la meta che conta ma il viaggio…

Enormi idiozie di una viltà stupida e scontata… Devi avere il coraggio di tirare fuori le palle e dire di preciso dove vuoi andare se no è troppo facile fermarsi quando non ce la fai più.

Tu invece devi avere il coraggio di fare il contrario… ti siedi alla scrivania prendi il tuo bel pezzo di carta, il tuo moleskin o anche un post-it usato e scrivi chiaro e pulito da dove vuoi partire e dove vuoi arrivare… mica puoi decidere le uscite di emergenza… NON C’E’ USCITA DI EMERGENZA IN UN TRENO IN CORSA!!!!

Metti partenza e destinazione, dicevo, per scritto. Dopo di che prendi la rincorsa, uno zaino, qualche paio di mutande una maglietta di ricambio e viaaaa… Non ti voltare mai. Non c’è mai niente di buono alle tue spalle, se no non l’avresti lasciato indietro.

Nel mio caso infatti non c’è niente di buono alle mie spalle (tranne centinaia di grammi di torta Sacher, un amico depresso e ti incazzi per questo, una stanza tua che lasci in eredità all’amico depresso, e altre piccole ma importanti cose).

Parti e avanti a te la porta di una stazione, poi le scale, poi corridoi sotterranei, poi ancora scale, poi porta del treno, poi posti occupati e posti liberi e poi ti siedi e poi ti metti la musica alle orecchie e poi ti metti la testa contro il finestrino e chiudi gli occhi e i Muse e Ligabue e Pagani e Morgan e Morgan&Pagani e Pagani&Ligabue e…

Poi di nuovo posti vuoti e posti pieni, poi la porta… poi metti un piede a terra, guardi il tuo moleskin e alla pagina di prima vedi scritto:

PARTENZA: Catania ORA: 17.40

ARRIVO: Sorriso ORA: ora sto proprio bene!



Punto uno:
7 Novembre, 2007, 2:43 pm
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Oggi non è proprio una gran giornata.

Punto uno il cielo si è fatto di un grigio vecchiaia che non mi piace… che mi ricorda pomeriggi passati a guardare vetri piangere.

Punto due il calcolo era risultato diverso da cosi. Meno sconti più emozioni, più musica e meno rumore.

Punto tre odio parlare e dover parlare a gente in modo formale. La forma è qualcosa che dovrebbe essere soggettiva. Il quadrato per me che ci sono di sopra è quadrato… per chi gli sta accanto sarà ROMBO. Di questo dovrò parlare, di linee che si muovono e diventano piani, che si muovono e diventano solidi. Come le certezze che a sto punto non so più dove cercarle. In immagini che continuano a tremare ma che non le vedi tremare, perché l’occhio umano vede solo ciò che vuole vedere. E non vede che tutto trema quando guardi qui dentro e ti fa male la testa e ti fanno male gli occhi che vogliono vedere quello che vogliono loro e si fanno male.

Punto quattro non so che devo fare in questi casi. Non so come sono fatto in questi casi, a cosa servo. E allora continuiamo nell’incertezza a scansare pozze di acqua che si riempiono e stronzi in macchina che all’asciutto alzano onde di immana sporcizia e via… tanto loro galleggiano…

From DeviantArt



Saluto
4 Novembre, 2007, 11:50 pm
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Saluto

(Stephane Mallarmé)

 

Nulla, spuma, vergine verso
A non designar che la coppa;
Tal si tuffa lungi una frotta
Di sirene, il dorso riverso.

 

Noi navighiamo, o miei diversi
Amici, io già sulla poppa
Voi sulla prua ch’apre alla rotta
Flutto di folgori e d’inverni;

 

Un’ebbrezza bella m’ingiunge
Senza temer beccheggio lungo
Di levar alto questo salve

 

Solitudine, scoglio, stella
A non importa ciò che valse
La cura bianca della vela.

 

 

angoscia-della-solitudine.jpg