Jack’s Home


Quest’anno niente auguri…
25 Dicembre, 2008, 3:42 pm
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Non è natale, ancora.

Quest’anno non è natale e quindi niente auguri, niente letterine di natale al Babbo… Natale!

Niente gioia e tutto piatto. Piatto pieno di piatti fondi e piatti piani. Ma niente gioia e tutto piatto.

E per empatia mi segue chi mi vede piatto come un piatto piano non pieno.

In ogni caso finirà, anche oggi come gli altri giorni.

Scelte sbagliate e momenti sbagliati. 

Se non fosse per gentili sorrisi di donne non donne piccole e gentili.

Buona festa del natale che quest’anno non è Natale, così come del resto lo è stato così poche volte.

Amen!



Per una tazza di tè
16 Novembre, 2008, 1:13 pm
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Tè…

All’aroma di arancia…

Biscotti…

Nuvola di calore dalla tazza e vortice di schiuma al passaggio del cucchiaino che mescola lo zucchero al resto…

Il silenzio mi snerva, ma mi tiene sospeso…

Come quando decolli e l’attrazione gravitazionale ti fa capire che non vuole che tu ti stacchi da terra…

Ma poi si arrende…

E per un millesimo di secondo fluttui…

E hostes con caffè e tè…

Non all’aroma di arancia… 

Poi d’improvviso la stanza si riempie…

Uno sguardo, un sorriso… 

Ed è come atterrare su una pista di labbra profumate…

Non all’aroma di arancia…

 



Ho visto come si resetta…
31 Ottobre, 2008, 11:52 am
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Ho visto ghigni malefici e odio.

Mazze e urla.

Sedie e tavolini come piogge di frecce.

Ho visto come un uomo muore. Sia dentro che fuori.

Ho visto quanto può valere combattere per una cosa che non avrai mai. Un oggetto misterioso chiamato vita.

Ho visto te che piangevi e non dovresti piccola piangere per me.

Per me che ancora non so cosa voglio fare di me.

Decideranno come sempre tutto loro. 

E noi come autonomi automi combatteremo al loro fianco volenti o nolenti fino a che il più subdolo degli obiettivi sarà raggiunto.

E quel giorno verremo resettati.

Bottoncino in alto fra la il collo e la spalla sinistra. 

Clik………………..

 



Io ho un SUPER in più!
9 Ottobre, 2008, 9:08 pm
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“Mi scusi… ma saprebbe dirmi dove possiamo trovare un mercato?”

Ma si un mercato, uno di quei posti pieni di gente che si urta, si striscia, si evita in velocità. Uno di quei posti dove gente che la mattina alle 4 si alza, va a recuperare la sua mercanzia e la espone alla mercé di vecchie stralunate armate di borsetta e trolley porta spesa. E vende cavolfiori, maglioni, cipolle, sigarette di contrabbando, reni e polmoni, carne di pesce e di pollo e il pane.

“Si guardi, deve salire…” o “Si, deve scendere”.

Salgo e scendo ma non trovo quello che da me si chiama MERCATO perché da te mercato è il supermarket. Allora aspetta… per anni ho creduto che noi eravamo in deficit, che noi giù al sud eravamo quelli indietro… ma se da te MERCATO è il mio SUPERMERCATO… allora ho vinto! Tu hai perso quella caratteristica super che io ho… si vabbé tu hai l’IPER… ma al diavolo l’iper se io ho il super… e soprattutto io ho posti pieni di gente che si urta, si striscia, si evita in velocità. Uno di quei posti pieni di gente che la mattina alle 4 si alza, va a recuperare la sua mercanzia e la espone alla mercé di vecchie stralunate armate di borsetta e trolley porta spesa. E vende cavolfiori, maglioni, cipolle, sigarette di contrabbando, reni e polmoni, carne di pesce e di pollo e il pane. E dove io soffoco. Ma per un attimo avrei voluto morire di quel dolce male…



Sicuramente in 5…
1 Ottobre, 2008, 12:07 am
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Pioverà ancora molte altre sere.

Farà buio presto e ci sentiremo soli.

Rimarrò a contare le gocce di pioggia con il naso schiacciato sul vetro, che l’ultimo sospiro finirà di appannare.

Sarò con M, e sicuramente non vi avremo dimenticati. Vi cercheremo. In ogni goccia che vedremo cadere. E rideremo, e piangeremo.

E avremo gli occhi lucidi come quando ho visto G scendere dalle scale e le labbra dischiuse in un sorriso pensando alle facce di N.

Raccoglieremo in un palmo di mano M G mentre sarà costretta a sorbire interminabili sfide di finali mondiali di giochi simulati.

E pregherò dio, suo padre e tutti gli dei esistenti, di far passare in fretta il tempo che ci farà crescere lontani. 

E magari chissà, presto saremo tutti con il naso in sù ad ammirare, con gli occhi lucidi di bambini curiosi, resti infiniti di civiltà immortali… 



A tutti i costi!
24 Agosto, 2008, 4:12 pm
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Alla fine avremo un pavimento, un tetto, qualche parete.

Magari le pareti saranno troppo vicine fra loro.

Magari cucineremo ad un passo dal letto.

Ma ci sarà il posto per la caffettiera in legno dell’IKEA, fra il dottore e le ballerine che dormiranno in balcone.

Avremo i barattoli per le spezie e gli odori, per il caffè e i ricordi, per gli ospiti e per i brutti periodi.

Avremo lo spazio per piantare un albero di limoni, per allevare cozze e maiali, per coltivare patate e pomodori.

So che avremo tutto questo, e se non lo avremo lo avrai. A tutti i costi… promesso!

 



Grazie
31 Luglio, 2008, 9:54 am
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Mi mancherà alzarmi la mattina e ancora rincoglionito mettere sul fuoco la caffettiera e sentire partire dalla stanza di Stefano Dark Shines.

Mi mancherà alzarmi la mattina e mettermi al balcone a fissare il nulla e a pianificare il niente per poi tornare dentro a perdere tempo invece di studiare.

Mi mancherà il pomeriggio il suono del citofono che mi avvisa del sorriso in arrivo di Tano, Nando e MeriGreis. Via di corsa da C&G che è il nostro covo.

Mi mancherà la sera uscire, non fare nulla, ma essere soddisfatti del fatto che per stasera ci siamo sentiti molto meno falliti della sera prima, oppure no.

Oppure che dire di Salvo che veniva ospite solo se portava con se le “chiavi di casa”. Il vino più buono che abbia mai bevuto.

Oppure ricordo la casa di Cantone. Tutto nitido come se fosse stato ieri.

Meno nitido il giorno della laurea, il giorno che tutte le paure sono scomparse.

Il giorno che ho dovuto darla vinta a Maria, che ci ha creduto sempre, fin  da quando non c’era nessun motivo per crederci.

Il giorno che ho visto mia madre tesa e realizzata, perché l’aveva come scommessa di vita, perché l’aveva come promessa ad un uomo.

E solo momenti belli e cose belle mi vengono in mente e forse ho anche cancellato persone e momenti negativi.

Ma alla fine che importa?

Tutto quello che ho vissuto in tre anni e mezzo non è altro che la parte più bella mai vissuta in vita mia… e so che non è solo merito mio.

Quindi grazie a tutti, a tutti quelli che in pieno o di striscio hanno attraversato la mia vita, e grazie a tutti quelli che vorranno rimanere appiccicati. E grazie comunque a chi ha colpito e scomparirà.

Grazie

 

 



Mostri
20 Maggio, 2008, 10:28 am
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Il demone a volte,

ce l’hai stretto negli occhi,
fra le bocche storte
e dalla gola caccia
temporali secchi

in un minuto da pazzi
s’allarga la faccia
e quella bava
d’amore
che aveva
attecchito male
esplode in pezzi…
sei di casa all’ inferno!

Dopo l’imprevisto,
tu fai perno
e stai di schiena
a vomitare questo
rivolo in apnea..
una schiuma
di pensieri
che è in balia
di mostri vicini.

Il demone a volte,
fra voragini in petto
e tu costretto
su quel crepaccio
sei ponte
goffo
ma poveraccio
se cedi al tuffo!

E lì sotto
C’è uno scroscio
Brutto
Che ti chiama
Ad essere il rovescio
Di un’idea
Una schiuma
Di pensieri
Che in balia
Di mostri vicini

Sei di casa all’inferno

Dopo l’imprevisto
Tu fai perno
E stai di schiena
A vomitare questo
Rivolo in apnea

E li sotto
C’è uno scoscio
Brutto
Che ti chiama
Ad essere il rovescio
Di un idea…

Una schiuma
Di pensieri
Che è in balia…

Una schiuma
Di pensieri
Era in balia
Di mostri vicini.

by WeOfferFun from DeviantArt

Max Gazzé



Il tuo nome
18 Maggio, 2008, 9:42 pm
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Hai dovuto sopportare il peso di Cristo inchiodato tre volte al tuo nome.
Hai dovuto sopportare l’idea di essere sola.
Contro tutti. Contro tutto, fino alla fine.
Per salvare la bambina che hai amato, che hai voluto. Nonostante tutto.
Il tuo modo di affrontare la vita lo potevi capire dai tuoi passatempi.
La sigaretta dopo pranzo. Il solitario con le carte siciliane antiche. Conservate nel pacchetto di sigarette già ultimato anni fa…
E sempre da sola hai preferito andartene. In silenzio. Come sempre. Piena di collera ma buona come un Cristo inchiodato tre volte al tuo nome.

By Juuga from DeviantArt



STOP
16 Maggio, 2008, 2:07 pm
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Non sapere nulla. Aspettare un segno. Uno sparo. In aria, o in petto. Ma uno sparo, un segnale di fumo, un falò enorme.

Qualcosa che mi dica: SEI LIBERO. Come il mio nome. Diavololibero. Un abbraccio, una birra, un sorriso.

Qualcosa che mi faccia capire. Un segno va benissimo. Anche uno schiaffo, ma qualcosa per Dio!

Calmo! Calmi tutti! Libera me o libera tutti! O tutti al rogo! Lanciare un grido fino alla capitale del regno.

Lanciare un abbraccio che contenga tutto. I cari, i meno cari, i cattivi.

Tutti. Sognare amici di un tempo che non ricambiano il saluto. Ma chi se ne importa in caso. Ho fatto strage di uomini, di donne, di animali.

Ho bisogno di pace. Con te. Ho bisogno anche di casa. Di madre. Di padre. Di cielo amico.

“E affitare un monolocale vista Cielo in centro. Locale molto areato e bene illuminato”.

Ho divorato una mela alla quale basterebbe un solo morso. Ma l’ho divorata di stupore, di ammirazione.

Fare qualcosa di grande. Di importante. Sentire dire al proprio figlio: “Si è magnifica quell’immagine perché l’ha fatta mio padre”.

E sentire dire alla propria moglie: “Sono orgogliosa di te”.

E sentire dire alla propria madre: “Bravo”.

Telegrafica come il telegramma, sintetico STOP

Che mi dica STOP

Che finalmente STOP

Ora posso vivere STOP

STOP

By Heile from DeviantArt